La finanza Corsara

cop_g_FCQuesto pamphlet può servire come guida sull’argomento trattato con riflessioni dell’autore che possono ovviamente anche
non essere condivise ma necessarie per riflettere e dare la possibilità al lettore di approfondirle.
Perché la massima conoscenza di un problema può permettere di risolverlo.
Perché la conoscenza rende l’uomo più libero.
(Anche se, spesso, più infelice!)

                         Le parole sono macigni

                        “ IL PRIMO SCOPO DI CHI GOVERNA E’ IL BENESSERE DEL POPOLO ”
                                                                                                    (Cicerone)

                                                 “ L’ULTIMO SCOPO DI CHI GOVERNA E’ IL BENESSERE DEL POPOLO ” 
                                                                                                             (Roberto Bruni)

                             “ LA TASSAZIONE E’ L’ARTE DI SPENNARE L’OCA IN MODO TALE DA
                                       AVERE IL MASSIMO DI PIUME CON IL MIINIMO POSSIBILE DI STARNAZZI “.
                                     (Jean Baptiste Colbert )

                                 “ QUANDO UNO STATO DIPENDE PER IL DENARO DAI BANCHIERI,
                                        SONO QUESTI STESSI E NON I CAPI DELLO STATO, CHE DIRIGONO  LE COSE.
                                       (Napoleone Bonaparte)

                                                               “PERMETTETEMI DI EMETTERE E GESTIRE LA MONETA DI UNA NAZIONE, E ME NE INFISCHIO DI CHI FA LE LEGGI”
                                           (Mayer Anselm Rothschild)

                                            “E’ UN BENE CHE IL POPOLO AMERICANO NON CAPISCA IL FUNZIONAMENTO DEL NOSTRO SISTEMA BANCARIO E MONETARIO,
                             PERCHE’ SE ACCADESSE CREDO CHE SCOPPIEREBBE UNA RIVOLUZIONE PRIMA DI DOMANI MATTINA.

                                         (H. Ford quello delle auto)

INDICE

 Cosa sono i  basis points?
 Cosa sono i  Derivati?
 Cosa sono i  CDO e i CDS?
 Cosa sono i  Carry trade?
 Cos’è il  Clearstream-Swift ?
 Cos’è l’ Euribor ?
 Cosa sono i  Fondi comuni d’investimento?
 Cos’è il  Forward?
 Cosa sono le  Fiat Currency?
 Cos’è il  Forex?
 Cosa sono i  Futures?
 Cosa sono gli  Hedge Fund?
 Cosa sono gli  Junk bond?
 Cosa sono le  Obbligazioni?
 Cosa sono gli  Short selling?
 Cos’è uno  Swap?
 Cosa sono le  Stock option?
 Cos’è un mutuo  Subprime?
 Cosa sono il  TAN e TAEG?
Considerazioni finali
 La crisi economica


LA   FINANZA  “CORSARA”:  CDO – CDS – DERIVATI – FIAT Currency – FOREX – FORWARD FUTURES – HEDGE FUNDS – SUBPRIME – SPREAD – STOCK OPTIONS – SWAP.   (Non parliamo di detersivi più o meno biodegradabili ma di prodotti più o meno tossici)

Nel  Medioevo cominciano a  nascere delle  società private  che iniziano a stampare  delle “lettere di cambio” e  biglietti cartacei il cui valore è garantito dall’oro posseduto nei loro forzieri e quindi scambiabili in monete d’oro o in argento, in qualsiasi altro momento e luogo. In questo modo i proprietari del metallo prezioso, soprattutto mercanti e commercianti,  possono  viaggiare e circolare  con minori rischi senza paura di essere derubati. La furbizia dell’uomo però non ha limiti e le banche cominciarono a emettere monete cartacee più di quanto oro o argento possedevano realmente nelle loro casseforti.Alla fine del 1600 nasce la  prima Banca in Inghilterra e poi  molte altre  in vari paesi. Banche Centrali che possono stampare la moneta  in esclusiva  e quindi in regime di monopolio, su concessione dello Stato. La moneta viene  prestata ai Governi degli stessi Stati, gravata da interessi e pagati, ovviamente, dai cittadini con le tasse.

Il 24 dicembre 1913 nasce in America la Federal Reserve System (FED). In pratica si sottrae  il potere di stampare moneta al Tesoro degli Stati Uniti per conferirlo a delle banche private, tenendo in secondo ordine il governo Americano. Nel 1945  cambia in America il sistema monetario che prevede  la convertibilità dell’oro con il dollaro ad un cambio fisso di 35 dollari l’oncia (Gold standard [1]), e nasce il Gold Exchange Standard, un nuovo sistema monetario internazionale stabilito a Bretton Wood [2]che rimarrà in vigore fino al 1971, basato su rapporti di cambio fisso tra le valute con solo l’1% di margine di fluttuazione possibile, tutte comunque agganciate al dollaro a sua volta garantito dall’oro. Nel 1971, tra vari passaggi di sistemi monetari, si giunge negli USA  alla fine della parità della moneta cartacea con l’ oro senza più  la [1] Regime monetario in cui ogni divisa si può convertire in un predeterminato ammontare d’oro dietro la presentazione dei biglietti di banca presso la Banca centrale. Il sistema fu ideato per sostenere il valore di una valuta e quando il Gold standard venne usato, il prezzo dell’oro era fissato nei confronti di una valuta e significava che qualsiasi aumento della fornitura/possesso dell’oro, non causava una diminuzione di prezzo dell’oro ma faceva salire solo i prezzi. [2] Insieme di accordi economico-finanziari presi da più di 40 Paesi nel corso di un  convegno avvenuto nel 1944 a Bretton Woods, nel quale, tra l’altro, furono creati il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale.

 Cosa sono i Derivati?  (Nascono a fin di bene ma possono fare tanto male). Stabilire l’ammontare dei derivati in possesso alle maggiori banche europee non è facile. Infatti, i contratti derivati sono scritture elettroniche difficilmente riscontrabili  nei bilanci ufficiali.Una realtà diversa è quella degli Stati Uniti dove una struttura pubblica, l’Occ (Office of the comptroller of the currency), proprio per evitare che si ripetano crisi bancarie come quella del 2008, pubblica ogni tre mesi un rapporto in cui stima l’ammontare dei derivati che fanno capo alle maggiori banche Usa.     Sembra che  ciascuna delle prime cinque banche statunitensi abbia un’ esposizione in derivati superiore a 40 mila miliardi di dollari (40 trilioni), importo superiore del doppio  dell’intero debito nazionale del Tesoro degli Stati Uniti, che, nel 2014, è di 17,7 trilioni.La Deutsche Bank ha un’esposizione ai derivati stimata in 75 mila miliardi di dollari (75 trilioni), somma pari a 5 volte il PIL[1] europeo. Una situazione pazzesca. Eppure la Deutsche Bank, sulla cui solidità circolano da tempo parecchi dubbi, ha superato tranquillamente gli stress test al pari di altre banche tedesche, soprattutto regionali, che secondo le previsioni del maggior quotidiano economico tedesco Handesblatt, rischiavano la bocciatura anche a prescindere dall’esposizione con i derivati.Una bomba ad orologeria è quella che riguarda l’esposizione in derivati dello Stato italiano. Prodotti acquistati negli anni novanta e la cui entità non è del tutto chiara. Si parla di 160 miliardi di euro prospettata da un’inchiesta giornalistica che Milena Gabanelli  (quella di Report) ha ripreso dal Corriere della Sera. Concepiti come prodotti per il mercato di capitali globali, i derivati non sono titoli con un valore intrinseco ma lo ricevono da altri beni monetari o reali a cui restano agganciati nelle variazioni di prezzo. Consistono in vere e proprie previsioni finanziarie su quotazioni di titoli, tassi d’interesse e di cambio, ma anche di costi di merci e materie prime come ad esempio il caffè, il cacao, l’oro, il petrolio, ecc.Se teoricamente i derivati  possono fornire una copertura verso rischi di mercato, nella prassi è prevalsa una complessa fisionomia speculativa e troppe volte le “scommesse” che sono alla loro base, si rivelano fallaci provocando esiti devastanti per milioni di risparmiatori più o meno  in buona fede.I derivati  sono dei  “contratti a termine”  il cui valore  dipende    dal mercato di riferimento di  altri o più beni e variabile in base al loro prezzo  e  andamento  nel tempo. Sono quindi degli  accordi tra due parti, subordinati a un esito futuro. Ad esempio, i  futures, i forwards, le option call,  gli Swaps, i Warrants, rientrano in questa categoria di strumenti finanziari.(v.oltre)

[1] Occorre distinguere il  PIL nominale (valore della produzione calcolato con la variazione dei costi, dei servizi e  dei beni prodotti correnti nello stesso anno), dal PIL reale, che invece  si calcola stabilendo dei prezzi costanti relativi ad un anno base preso a riferimento,  a parità di produzione  senza tenere conto dell’aumento dei prezzi avvenuti da allora, ed è depurato dal loro aumento anche il valore dell’inflazione. In questo modo si valuta meglio la crescita reale di un sistema economico di un paese rispetto ad un anno preso a riferimento. Il PIL nominale (calcolato con prezzi correnti) = PIL reale (calcolato con prezzi costanti) x coefficiente di deflazione del PIL prodotto. Ciò significa che se i prezzi aumentano del 10%, nell’anno successivo ad un anno base, avremo che il PILn  sarà maggiore del 10%  del PILr.

 

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