Lisola degli infami : Il ritorno (ROMANZO)

L'isola degli infami: il ritornoNella storia umana, si alternano periodi di sviluppo e ricchezza a decadimento e miseria. Al declino, segue poi l’inizio di una nuova era di progresso e prosperità. Nel presente, il mondo, globalizzato, attraversa una fase di profonda crisi che i governanti non riescono più a contenere e gestire. I popoli si ribellano e regna il caos.
Perché? Di chi sono le responsabilità? Come rimediare?

In questa caotica situazione si muovono ed agiscono i personaggi del romanzo, mai così attuale, attraverso vicende ed avventure, anche molto rischiose, in cui vengono personalmente coinvolti.
Accanto al giudice Goldberg, il protagonista, troviamo il capo (l’intoccabile) di un sistema oligopolitico, l’ambiguo Dr. Parker, l’affascinante e sensuale Gloria Menphis, ed altri intriganti personaggi, molti dei quali meritoveli di essere trasferiti all’Isola degli Infami, mentre alcuni, invece, cercano e tentano di uscire da una difficilissima situazione economica mondiale.

Una geniale fantasiosa narrazione di geopolitica che riesce a cambiare il futuro dell’uomo e la sua civiltà.

Fantasia o premonizione?
… e Abramo gli sussurrò quando si trovava fra la vita e la morte:
« Fino a quando i discendenti di quelle dinastie si dovranno pentire dei loro misfatti e correggeranno gli errori commessi dai propri antenati a danno del popolo. »

Roberto Bruni


Castello di Chester. Riunione oligarchica.

 Il castello di Chester, con sei torri  quadrate perimetrali ha una forma perfettamente rettangolare, è immenso e sembra una fortezza che domina dalla collina, su cui è stato costruito in epoca romana, 40 ettari di parco coltivato a prato. Anche visto da lontano, il grande maniero, è impressionante  e dà un senso di soggezione e timore referenziale al visitatore che deve avvicinarsi per entrarvi e percorrere il lunghissimo e diritto  viale alberato, con oltre 200 querce allineate ai due lati della strada bianca. Sir Artur Anderson è comodamente seduto su una enorme e antica poltrona di pelle color cammello, indossa una pesante giacca da camera e tiene sul palmo della mano un grande bicchiere da brandy, semivuoto. L’altra mano, forse per celare anche il tremolio causato  dal morbo di Parkinson, tambureggia ritmicamente le dita  sul bracciolo e fa sobbalzare di volta in volta il grosso anello, infilato nel grosso mignolo, raffigurante  una strana effige nera su una grossa pietra di forma romboidale, di colore rosso rubino.Sir Anderson è il padrone di casa  e parla con voce roca e decisa….

Centro dell’Africa equatoriale. Cella terroristica.  

Il piccolo accampamento nascosto nella fitta boscaglia della savana è situato in un punto strategico, su un ripido altopiano roccioso coperto da muschio, vicinissimo ai confini  fra Somalia, Etiopia e Kenia. Quattro  tende rettangolari tutte uguali, di tela verde, ricoperte di paglia e montate su un pavimento in legno, appena sopraelevato da terra, sono disposte a semicerchio e si confondono con la ricca vegetazione del luogo. Dall’alto è impossibile notarle, nascoste sotto la fitta ramificazione degli alberi della foresta. Solo le scimmie che vivono sui  rami, conoscono la zona dell’accampamento e in ogni momento approfittano per…

Washington DC.Centro recupero dei detenuti. Annuncio degli attentati.

L’appuntamento con il ministro Frank Kooper è fissato per le ore quattordici nel  suo ufficio, al quarto piano interrato della struttura ospedaliera. Sia Goldberg che Wiesman arrivano puntuali e quasi contemporaneamente davanti l’ufficio del diplomatico.Una guardia armata verifica i cartellini di riconoscimento dei due uomini e,  dopo uno sguardo attento, li fa entrare. Il giudice Goldberg e il generale Wiesman  vengono accolti da  un  militare graduato che indica loro le uniche due sedie non occupate, attorno a un enorme tavolo ovale di vetro scuro lucido, il cui piano è illuminato come  uno schermo televisivo. < Buongiorno signori. Sono il colonnello Hans Gerard. Prego, accomodatevi. >< Scusate il ritardo, signori. >Sente il dovere di dire il giudice Goldberg, mentre sta per sedersi a fianco del generale.< Non dovete scusarvi. > Risponde prontamente la Menphis.< Siamo noi che abbiamo cominciato in anticipo la riunione. Dopo faremo le presentazioni. Colonnello Gerard, faccia pure un piccolo riepilogo per i nuovi arrivati. >Hans Gerard rimane  in piedi vicino alla sua postazione e ha  una lunga bacchetta in mano con la quale  indica alcuni punti rossi lampeggianti  sul tavolo ovale,  dove appare all’improvviso una carta geografica luminosa.< Hanno fatto saltare, in due punti, il gasdotto russo-iraniano che parte dal mar Caspio settentrionale  e precisamente dove attraversa il Turkmenistan al confine con il Kazakistan, bloccando  i rifornimenti verso la Cina. Le  bombe hanno parzialmente distrutto il condotto che porta il gas e hanno innescato un incendio a catena,  di vaste proporzioni. Le deflagrazioni sono avvenute quasi contemporaneamente,  anche se a molti  chilometri di distanza  fra loro, con un sincronismo perfetto. >Wiesman, accigliato, sussurra qualcosa all’orecchio di Goldberg. < Una tubazione all’aperto  è una struttura fisicamente  troppo vulnerabile  e prima o poi c’era da aspettarselo che…> < Questo esclude un coinvolgimento della Russia nell’attentato, non crede, colonnello? >Domanda uno dei partecipanti a voce alta.< Aspettiamo a dare  giudizi affrettati, senatore Franklin. >Il colonnello riprende la  descrizione dei fatti.< Sembra invece che il gasdotto più lontano, ma parallelo a quello distrutto, di proprietà della sola Russia e che fornisce all’Europa il gas, tra l’altro ad un prezzo più caro, sia rimasto intatto; e questo può fare sospettare, al contrario, proprio  un coinvolgimento dei russi e che gli attentati possono essere  solo un depistaggio. > Il ministro Kooper, seduto a capotavola, ascolta impassibile e attentamente il colonnello che prosegue la sua esposizione dei fatti ma…

 

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