Gli imbrogli della Moneta e un futuro di morti viventi

cop_g_IMQuesto pamphlet può servire come guida sull’argomento trattato con riflessioni
dell’autore che possono ovviamente anche non essere condivise ma necessarie
per riflettere e dare la possibilità al lettore di approfondirle.
Perché la massima conoscenza di un problema può permettere di risolverlo.
Perché la conoscenza rende l’uomo più libero. (Anche se, spesso, più infelice!)
E solo capendo i nostri errori passati e quindi la nostra storia, saremo in grado di
migliorare il nostro futuro, soprattutto quello dei nostri figli e nipoti.

P.S.
Per scelta dell’autore, le note agli argomenti trattati sono sono inserite a fondo pagina per
facilitare la lettura degli approfondimenti in modo diretto.

 

Premessa

Quando la situazione economica mondiale ritornò pressoché normale, soltanto una moneta, il dollaro, rimaneva direttamente convertibile con il metallo prezioso, in virtù dell’impegno (garanzia) del Federal Reserve Board, di pagare a chiunque, indistintamente, l’oro al prezzo di 35 dollari l’oncia.  Nel 1944, con la conferenza di Bretton Woods, per stabilizzare l’economia mondiale, si impone il dollaro, agganciato all’oro, come riferimento di tutte le altre valute. Tutto sommato, fu una scelta vincente per la stabilità dei mercati valutari che durerà fino agli inizi degli anni 70.
Negli anni 60, le Banche centrali di alcuni paesi europei, come l’Italia, avevano riserve auree sufficienti per ricostituire una convertibilità con il dollaro (limitata però solo alle divise estere e per gli scambi con operatori stranieri), mentre all’interno di ogni paese la moneta restava inconvertibile. La Germania, che adottò criteri più larghi di convertibilità, non fece tuttavia ritorno al Gold standard, rinunciando al cambio fisso con l’oro e quindi con il dollaro.
In America, nel 1971, per ragioni descritte in seguito, fu soppressa la convertibilità dollaro/oro e il Gold standard tramonta definitivamente negli USA. Da allora inizia un periodo di fluttuazione delle monete dando libero spazio alla speculazione dei mercati finanziari, fino all’introduzione dell’euro negli anni 2000 per contrastare la supremazia della moneta americana e attivare una parità d’integrazione fra le economie USA ed Europee.
Ma riusciranno a convivere dollaro ed euro? Ci sarà la supremazia di una moneta sull’altra? Ed è giusto stampare moneta e utilizzarla, ad esempio, per costruire grandi
opere pubbliche e produrre lavoro? O, se emessa all’infinito e senza cognizione di causa, a prescindere che sia in dollari o in euro e senza una garanzia reale di
copertura, potrebbe portare ad un collasso dell’economia mondiale? Oggi la riserva aurea è stata sostituita dalla riserva frazionaria 3 tenuta al 2% che permette alle banche di prestare denaro fino a oltre 50 volte quello che realmente devono tenere in cassa, ma le pone al grande rischio di scarsissima liquidità nel caso in cui i loro investimenti, spesso troppo rischiosi e speculativi, falliscono e se i clienti risparmiatori vogliono recuperare i loro depositi contemporaneamente.
Non è uno strano segnale, vedere ogni giorno aumentare il prezzo dell’oro 4 ceduto alle banche centrali che lo pagano tra l’altro con della moneta creata dal nulla, costi
quello che costi?
Potrebbe darsi che la scarsa fiducia dei mercati monetari faccia salire il prezzo dell’oro, come futura e possibile ancora di sicurezza alla ricerca di una minima garanzia a sostegno di un sistema economico e finanziario ormai in declino, per non dire al collasso, che non si fida più di un corso forzoso e incontrollabile dell’aumento della
moneta creata dal nulla?
Forse l’unica speranza del sistema economico valutario, potrebbe essere quella di fare salire l’oro all’inverosimile (era a 700 $ l’oncia nel 2006) e, dai 1700 dollari l’oncia di adesso, portarlo a 5000 o 10000 dollari e anche più, così le riserve auree cercheranno di coprire qualche buco di debito?
La BCE dovrebbe fare coma la FED ed essere più prodiga nello stampare moneta?
O ritornare ad un nuovo Gold standard, magari con una unica moneta mondiale? (Un consiglio, se avete dell’oro e se potete non vendetelo, non si sa mai. NdA).
E l’euro sopravviverà? Perché non si riesce a valutare l’euro rispetto il dollaro americano portandolo ad un rapporto di cambio alla pari? 
L’Europa non ha certo bisogno di un euro troppo forte rispetto il dollaro.
Le materie prime e il petrolio quando diminuiscono di prezzo, di solito, fanno lievitare il dollaro e si indebolisce l’euro in una altalena che da adito alla speculazione e
incertezza ai mercati.
Dal 2002 il dollaro ha perso il 35% contro l’euro che se continua a rivalutarsi nei confronti della moneta americana, metterebbe in crisi le esportazioni europee!
Sarebbe opportuno che l’Europa abbia la forza di trovare un accordo per fissare un range di cambio euro-dollaro e di conseguenza con le altre monete principali come lo yen del Giappone e lo yuan della Cina? Mentre invece vediamo che questi paesi, con la Russia, vorrebbero sostituire il dollaro con un’altra valuta, in attesa di una
moneta unica globale e mondiale.
Utopia?
Come sarà il futuro di un nuovo sistema monetario internazionale?
E se gli USA, dall’ enorme debito pubblico (oltre 18 mila miliardi di dollari a fine 2014) fa default?
Intanto, in America, sfidando la Federal Reserve, prolificano molte monete locali alternative al dollaro.
Chi vivrà vedrà!
Roberto Bruni

INDICE DEGLI ARGOMENTI TRATTATI

fino all’anno 1100 d.C.:  Le prime monete in Grecia- Crisi dell’impero Romano.

 dal 1100 al 1500: Il potere della Chiesa – L’ordine dei Templari – Le prime banconote – Il Signoraggio.

  dal 1500 al 1800:  Da una economia feudale a una economia mercantilista. L’Olanda primeggia in Europa – La bolla dei Tulipani – Nasce la  Banca D’Inghilterra – Non è più il regnante che s’indebita ma lo Stato – Speculazione della “Compagnia dei mari del Sud” – Crisi economica in Europa – Le banche stampano moneta.

  dal 1800 al 1900:  Il congresso di Vienna – Nasce il Gold standard e la moneta è garantita dall’oro – Crisi delle banche In America e Inghilterra – Bolla  speculativa dei treni in Inghilterra – Nasce l’Unità d’Italia – Guerra Civile in  America  – Corso forzoso della Lira – Crisi  economica in America – Scandalo della Banca Romana – Nasce la Banca d’Italia – L’America invade Cuba.   

  dal 1900 al 2000:  Crollo della Borsa in America – Nasce in America la  Federal Reserve –Periodo della 1° Guerra Mondiale – Trattato di Versailles e le riparazioni Tedesche – Il fallimento della Repubblica di  Weimar – Delitto Matteotti –Piano  Dawes  per  gli aiuti europei – Convertibilità Lira-oro – La Grande depressione economica in America – Crolla Wall Street – Glass Steagall Act  e New Deal – Banche Commerciali e d’affari – Utilizzo in Germania della  moneta Complementare – Nuova legge bancaria in Italia –  Nasce la  Banca Vaticana IOR – Periodo della 2° Guerra Mondiale – Trattato di Bretton Woods – Nasce la Banca Mondiale – Nasce il gruppo Bilderberg – Il trattato di Roma – Miracolo economico in Italia – L’assassinio di  J. F. Kennedy – Crisi della Lira – Il “68” – l’assassinio di R.Kennedy – Il dollaro non ha più la copertura aurea – Crisi economica per lo Shock petrolifero – Le  Banche  Islamiche – Crisi della  Lira – L’assassinio di  Aldo  Moro – Nasce lo SME e  il Parlamento Europeo – L’Italia perde la sua sovranità monetaria – Crisi delle  economie  sud-americane – Crollo alla  Borsa di NewYork – La Banca d’Italia da Pubblica a privata –  Clinton abolisce il Glass Steagall Act –  Il trattato di Maastricht – La Lira esce dallo  SME – L’Italia è svenduta – Tangentopoli in Italia – Prosegue la crisi economica in Giappone – L’Italia rientra nello  SME – Trattato di  Amsterdam – Crisi finanziaria asiatica – Nasce la Banca Centrale Europea.

dal 2000 ai giorni nostri:  Crisi economica in Argentina – Introduzione dell’Euro – La Banca d’Italia diventa privata – Crisi dei mutui subprime negli USA -Trattato di Lisbona – Si forma il BRICS – Crisi del debito sovrano in molti paesi dell’Eurozona tranne che in  Germania – Nasce il MES – Mario Monti imposto  come  il salvatore  della  patria – Continua  la  recessione in  Italia  tranne che in  Germania – Draghi si accorge che siamo in  piena  deflazione – Il Fondo Salvastati – Si  mette in  discussione  la  politica dell’austerità –  La  crisi economica in Italia continua e non si riesce a risolverla.

 Note aggiuntive a fine testo: – Riflessioni finali  – La grande anomalia della BCE e dell’UE – Come funziona una economa in parole semplici – La moneta complementare in attesa di uscire dalla crisi – La crisi economica spiegata in modo semplice – La storia si ripete – Trattati commerciali internazionali – Istituzioni valutarie e finanziarie internazionali – Principali fonti per la realizzazione di questo testo.

ESEMPIO DI ALCUNE PAGINE ANCHE SE INCOMPLETE

 500- 200 a.C. In Italia e nel mondo: Nel 400 a.C. una legge romana impone il pagamento delle tasse in moneta e non con il bestiame. Prima della coniazione vera e propria, la diffusione della moneta a Roma, in alternativa al baratto, era affidata a lingotti di bronzo il cui valore era quello del metallo stesso e dipendeva dal peso.- Aristotele (384-322 a.C.), grande sostenitore dell’alternanza in democrazia come garanzia di libertà,  nei suoi testi ”l’ Etica”  e “ la Politica” descrive il rapporto tra la costituzione della moneta e la politica che la deve gestire.Il  racconto della moneta potrebbe partire proprio dai testi di Aristotele. Nei suoi scritti  la nascita della moneta, come misura di valore, coincide con la creazione della comunità, ma è nella politica che la moneta diventa il mezzo di scambio per favorire  il commercio tra comunità diverse. Ed essendo le monete di allora coniate con metalli preziosi, ad avere valore non erano le monete stesse ma il materiale con cui venivano coniate (oro, argento, bronzo). La funzione principale che oggi ha la moneta, è proprio quella di essere una  riserva del suo  valore, cioè una possibile fonte di denaro tenuta a risparmio.– Nel 269 a.C. a Roma, la città eterna, in prossimità del Tempio dedicato a Giunone Moneta, sul Campidoglio,  viene edificata  la sede della  zecca per produrre  le prime monete metalliche in bronzo fuso, rame e poi in argento, il denario, equivalente a quattro sesterzi in bronzo.

[1] Corrisponde oggi alla zona occidentale della Turchia prospiciente il mar Egeo, dove sorgevano  le città di Troia, Smirne, Efeso e Mileto.

1100 1350:   GRANDE DIFFUSIONE DI MONETE “FORTI” MEDIEVALI.  IL POTERE DELLA CHIESA.  L’ORDINE DEI TEMPLARI.

In Italia: Per sostenere le attività commerciali che iniziano a svilupparsi in Italia e in Europa, occorre produrre  sempre più moneta e fioriscono le zecche di conio in moltissime città. Si creano soprattutto monete in oro e argento, le cosiddette “monete forti”. Ad esempio, nel 1250, a Firenze  circolano i fiorini d’oro, una moneta di 3,54 grammi d’oro quasi puro, a Genova nel 1252 il genovino, a Venezia nel 1284 il ducato d’oro con l’effige di San Marco che benedice il Doge. (Nel 1545 sarà chiamato zecchino, coniato fino al 1797, in argento e oro).Queste monete garantite dal loro contenuto di metallo prezioso, diventano un “valore  di riserva”, generando profitti da signoraggio per lo Stato che le produceva, cioè sull’imposta che gravava su coloro che portavano l’oro alla zecca per il conio. Le monete d’oro e d’argento venivano utilizzate per i grandi scambi commerciali dai ricchi mercanti, banchieri e nobili. Le monete in materiale più povero (denari) venivano invece utilizzate dal ceto medio basso (la plebe) per acquisti di poco valore e  sempre a rischio di svalutazione rispetto le monete forti. Ad esempio, se nel 1250 per un fiorino ci volevano 240 denari, nel 1300  ce ne volevano più del doppio. Tra le monete in oro e argento e i denari utilizzati dal popolo non c’era un rapporto di cambio preciso e i problemi cominciano a nascere quando si obbligano i cittadini a pagare le tasse con le monete più forti. In seguito, molte contestazioni popolari sorgeranno per ottenere di fissare un rapporto di cambio preciso tra le monete forti e quelle utilizzate dal popolo. Inoltre dovette intervenire come soggetto di controllo e regolamentazione lo Stato principale (repubbliche, baronie feudali, regni, etc.) per dare garanzia e fiducia alle monete emesse.Nel 1261 Urbano IV (1195-1264), detto il papa francese perché non entrò mai a Roma vivendo sempre a Orvieto e a Viterbo dove fu eletto papa nel 1261, per riorganizzare finanziariamente la Chiesa si affida a famiglie di banchieri, soprattutto senesi come i Bonsignori, ma anche europee, per incassare gli introiti dovuti al clero dai paesi nei territori pontifici, minacciando, con il potere della scomunica, chi non avesse pagato i tributi (come ad esempio fece contro le città ghibelline di Firenze e Siena).Nel 1263, papa Urbano IV si rivolge al re di Francia Luigi IX (1214-1270), offrendogli la corona delle due Sicilie se lo avesse aiutato a contrastare lo scomunicato Manfredi, il siciliano Svevo di Hohenstaufen, che governa nel regno di Sicilia. Il re d’oltralpe, rifiuta l’offerta ma, per non dispiacere al pontefice invia in Italia il fratello, Carlo D’Angiò, con un esercito di 30000 uomini. (Ma questa è un’altra storia)

In Europa:  Nel 1050, re Edoardo III (1003-1066) Santo della chiesa detto “il confessore”, decreta che l’usuraio sia dichiarato fuorilegge e condannato al bando perpetuo. – Nel 1066, in seguito alla sconfitta di Harold II d’Inghilterra (1022-1066) ad Hastings e dove morì trucidato, da parte dell’esercito normanno di Guglielmo I (1028-1087) detto il “conquistatore”, quest’ultimo finanziato  dagli  usurai ebrei che ottengono in cambio  il permesso di trasferirsi da Rouen (Francia) in Inghilterra. Tale favore, prevede  di poter esercitare l’usura sui soldi che prestano, con il benestare Reale. Le conseguenze per il popolo inglese sono disastrose in quanto  si vide  applicare interessi superiori al 30% e, nell’arco di  due generazioni, un quarto di tutte le terre inglesi vengono acquisite e diventano di proprietà degli usurai ebrei. L’economista William Cunningham paragona l’attività degli ebrei in Inghilterra, dall’ XI  secolo in poi, ad una spugna che assorbe tutta la ricchezza della terra

1500 1600   DA UNA PROSPEROSA ECONOMIA FEUDALE AD UNA ECONOMIA MERCANTILISTA.

In questo periodo storico l’Europa è protagonista  di importanti processi innovativi di natura sociale ed economica, favorita da  un notevole incremento demografico e il prolificare di nuove attività manifatturiere e scambio di prodotti sia agricoli che industriali, molto richiesti. In Europa, avviene quella che è stata definita la “rivoluzione dei prezzi”, con aumenti notevoli degli stessi, dovuti alla notevole quantità di moneta circolante e la grande domanda di beni, alla notevole riduzione dei tassi d’interessi applicati dai banchieri per incentivare i consumi e lo sviluppo economico.

In Italia: Prima dell’inizio del 1500 l’Italia è composta da tanti e diversi piccoli Stati, sia come estensione territoriale e diversità politica. L’area settentrionale è principalmente divisa fra il Ducato di Savoia e il Ducato degli Sforza di Milano, la Repubblica di Venezia, il Principato vescovile di Trento, il marchesato di Mantova e il Ducato di Modena e Ferrara.L’Italia centro meridionale è invece divisa fra le repubbliche di Firenze (con i Medici), di Siena (storica rivale di Firenze), di Pisa, di Piombino, di Lucca, [1] alleata con l’imperatore Carlo V per evitare l’annessione con le altre signorie della Toscana, e i domini dello Stato Pontificio, quest’ultimo il più povero in assoluto, nei territori che oggi comprendono Lazio, Umbria e Marche.Il meridione è unificato sotto il Regno di Napoli, governato dalla dinastia spagnola degli Aragona e comprende i territori che oggi sono quelli dell’Abruzzo, del Molise, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria. Sicilia e Sardegna fanno anch’esse parte della Corona d’Aragona. Nel 1500  l’Italia, dopo vari conflitti, è governata e sotto l’egemonia di potenze straniere, prima dalla Francia, poi la Spagna (1559) e infine dall’Austria, fino a ritornare libera nel 1866 con la terza guerra d’indipendenza.- Nel 1539 viene fondato il Banco di Napoli, istituto di credito pubblico.

In Europa:Nel 1500 le scoperte geografiche e la conquista del Nuovo Mondo arricchiscono enormemente la Spagna e il  Portogallo creando i primi imperi coloniali in America e in Oriente. Il Portogallo sviluppa il suo potere commerciale giungendo fino a Macao, in Cina.- La Spagna, con Filippo d’Asburgo detto “il bello” (1478-1506), morto precocemente, poi con suo figlio Carlo V (1500-1558) che si trova a capo di un impero a solo 19 anni,  e poi con suo figlio Filippo II (1527-1598) a cui lascerà in eredità un debito di 36 milioni di ducati, diviene in questo secolo la maggiore potenza economica grazie all’oro e all’argento proveniente dalle conquistate colonie sudamericane,[2] necessario soprattutto per evitare il collasso della sua economia troppo allegra e dalle spese di [1] Lucca è presente nei maggiori centri commerciali, soprattutto del Nord Europa, esportando anche innovazioni di pensiero e di religione. Nelle maggiori famiglie lucchesi, infatti,  la riforma protestante  ha trovato aderenti e consensi da parte della Repubblica di Lucca  che non tollera l’interferenza  del Papato e rifiuta l’insediamento in città dell’Inquisizione che, nel 1545, Papa Paolo III intende istituire. Tale minaccia provoca l’esilio volontario di facoltose famiglie della città che si trasferiscono a Ginevra e nel Nord Europa. Ciò provoca un notevole impoverimento della città con la fuga  di rilevanti capitali, risorse umane e culturali. Si sviluppa comunque una attività bancaria sostenuta e favorita dalla presenza ebraica e in particolare da Angelo di Gaio, ebreo di origine forlivese.[2] Merito del navigatore Ferdinando Magellano, le attività minerarie delle colonie in Sud America (oggi Bolivia,Perù,Messico) riversarono alla Spagna oltre 80000 tonnellate d’argento.

1650 1694   NASCE LA  BANCA D’INGHILTERRA. NON E’ PIU’ IL REGNANTE CHE S’INDEBITA MA LO STATO.

In Europa:– Nel settembre 1688 nasce in Svezia la prima Banca Centrale, la Sverige Riksbank.[1] – In Inghilterra, Oliver Cromwell  riesce a far  entrare gli ebrei sul suolo inglese e nasce l’dea di creare una banca centrale allo scopo di prestare denaro alla Corona. L’imposizione fiscale ha raggiunto livelli  altissimi e il re Guglielmo III  teme che, esigendo nuove tasse, di perdere oltre il consenso del suo popolo, anche quello della nobiltà. In quegli anni l’economista francese Jean Baptiste Colbert  scriveva:«La tassazione è l’arte di spennare l’oca in modo tale da avere il massimo di piume con il minimo possibile di starnazzi».Fu un banchiere scozzese, William Paterson, dai trascorsi pirateschi, ad offrire un prestito al re Guglielmo III, di 1,2 milioni di sterline, una vera manna per  il Governo inglese in grande crisi di liquidità. In cambio, però, di una rendita annua d’interessi dell’ 8%, di poter creare la prima Banca inglese privata [2] con la facoltà di emettere banconote in regime di monopolio e quindi in esclusiva e senza che mai vengano permesse fondazioni di altre banche.Il bravo Paterson, un vero furbacchione, in un discorso disse:“La banca dovrà trarre beneficio su tutta la moneta che creerà dal nulla”. Viene quindi fondata il 27 luglio 1694, in una seduta a dir poco truffaldina con solo 42 presenti su 512 membri della Camera dei Comuni, la Banca centrale d’Inghilterra (Bank of England), con  il patrocinio del re Guglielmo III,  la prima banca al mondo pubblica, gestita però da privati, ad emettere e stampare denaro cartaceo e prestarlo  in regime di monopolio allo Stato per finanziare il suo indebitamento, qualunque esso sia, come ad esempio per le spese di guerra contro la Francia del re Luigi XIV,  e non solo.E’ una rivoluzione epocale  perché se prima era il re che s’indebitava verso le banche  e  con lui  lo Stato e i suoi cittadini,  con la fondazione di una Banca centrale, cambia il ruolo del sovrano. Egli, infatti, con i soci  finanziari  privati, nella fattispecie ebrei,  creando la banca inglese, diventa  un banchiere che presta i soldi  allo Stato,  quindi a se stesso, continuando a fare le stesse spese di prima (per una guerra, palazzi sfarzosi, elargizioni clientelari,ecc.) senza indebitarsi personalmente ma a  scapito  dei  suoi cittadini  che sono  gli  unici a pagare con le tasse i suoi conti, compreso le spese pazze e  quindi tutti i suoi debiti. (Questa si che è stata una bella pensata! NdA).– Nel 1696 la Banca d’Inghilterra ha un valore circolante in banconote di 1750000 sterline con una misera riserva aurea del 2%, circa 36000 sterline.Il risultato naturale e prevedibile, in seguito alla nascita della Banca d’Inghilterra allo scopo di prestare denaro alla Corona, è l’inizio del debito pubblico nazionale che  passa da 13  a 245 milioni di sterline, con un incremento del 1800% in cent’anni, cioè dalla data della fondazione della banca di Paterson.(E qui sta il trucco e l’ inganno. Infatti, in  questo modo, il sovrano, può spendere  e spandere  e indebitare il suo popolo a sua discrezione, guadagnandoci  pure, anche se non vince  una guerra! L’importante è farla, la guerra, anche per futili motivi! In parole povere si crea il debito pubblico e poco importa fare perdere allo stato la propria sovranità monetaria, tanto a  pagare sono sempre i cittadini. NdA).[3] [1] Nel 1800 nasce la Banca Centrale di Francia; nel 1814 quella d’Olanda, nel 1817 quella Austriaca, nel 1850  quella del  Belgio, nel 1893 quella d’Italia, nel 1913 la Federal Riserve System negli USA.

[2] La sede fu posta a Londra nel quartiere che ancora oggi è il cuore dell’economia britannica, la City. I soci versarono solo 750000 sterline ma sapevano che il meccanismo della riserva frazionaria avrebbe reso quella somma all’infinito e, se anche i clienti si fossero presentati tutti contemporaneamente a pretendere la conversione in oro dei loro depositi, la Banca avrebbe potuto richiedere l’intervento dello Stato per garantire il valore dei biglietti che la banca stessa  ha messo in circolazione, ognuno del valore di 20 sterline. Lo Stato rimaneva quindi debitore e costretto a pagare un interesse annuo dell’8%, che poteva recuperare con l’incasso delle tasse dei cittadini. La Banca, oltre gli interessi che percepiva dallo Stato, incamerava  quelli  riscossi da altri clienti che la Banca finanziava per cui i soci avrebbero ben presto ammortizzato la cifra investita per crearla. Uno scopo (alibi) della nascita della Banca d’Inghilterra, era quello di poter pagare i debiti regressi lasciati in sospeso dal re Carlo II e prestare al re Guglielmo III somme di denaro illimitate, ad interesse, permettendogli la prosecuzione di guerre e altre spese pazze. La Banca avrebbe ricevuto un interesse di 100000 sterline all’anno e ottenuto il diritto d’emettere 1200000  sterline in banconote senza copertura aurea. Lo  statuto della Banca era controllato da Serjeant Levinz, un ebreo di Amsterdam, per accertare che la stessa si attenesse ai  suoi  scopi, nascosti all’ignorante popolo inglese, permettendo la creazione della moneta nazionale dal nulla, con alti interessi composti. Da quel momento, quindi, il sovrano poteva decidere di fare guerre, anche non necessarie, pur sapendo che avrebbero elevato istantaneamente il debito nazionale e i profitti degli usurai. (Molte guerre furono iniziate proprio contro quei Paesi che avevano le banche statali che prestavano soldi a interessi bassissimi o a costo zero, come  nelle colonie nordamericane e in Francia sotto Napoleone (1792-1815). Il progetto d’attaccare per imporre il sistema bancario dell’usura, verrà largamente impiegato nell’era moderna, come ad esempio contro la Russia imperiale nella prima Guerra mondiale, con la Germania, Italia, Giappone nella Seconda guerra mondiale, negli anni 2000 con l’Irak di Hussein che voleva che il petrolio iracheno fosse pagato in euro e non in dollari  e poi la Libia di Gheddafi che proponeva una moneta unita africana in parità con lo yen e l’euro ed esautorare la moneta americana. Questi Paesi avevano sistemi bancari statali (non privati)  e distribuivano la ricchezza prodotta su basi uguali ai  loro popoli,con basse tasse e senza pagamento degli interessi sui soldi prestati. NdA).[3] La nuova situazione bancaria portò aumenti di tasse su navi, birra, sale, liquori, imposte su ogni persona sopra i quindici anni. Il vero motivo di queste tasse era la necessità di pagare gli interessi sui futuri prestiti governativi. Altre tasse introdotte furono quella sui venditori ambulanti, sulle carrozze di noleggio, sulle nascite, sui matrimoni, funerali e per finire la tassa sugli scapoli. Comunque, la più punitiva delle imposte introdotte fu la tassa sull’entrata, riscossa al 20%. Fu applicata non solo sulle società, ma anche sugli individui. Da quel momento sarebbe emerso il disegno di preparare guerre anche non necessarie che avrebbero elevato istantaneamente il debito nazionale ma grandi profitti per gli usurai.

1943 1945   2° GUERRA MONDIALE. TRATTATO DI  BRETTON WOODS.

In Italia: Dopo cinque anni di guerra [1]  che ha provocato oltre 500000 morti, la povertà è diffusa, il costo della vita è aumentato di 25 volte, l’inflazione è al  40% e  si auspica l’aiuto economico degli USA, i nuovi alleati,  che si concretizza con il Piano Marshall (European Recovery Program) sostenuto dal presidente americano Spencer Truman.L’8 settembre 1943 il re Vittorio Emanuele III e il maresciallo Badoglio firmano la resa e l’armistizio  con gli alleati  anglo-americani e poi fuggono verso Brindisi creando un grande disorientamento su tutte le forze armate italiane che non sanno più cosa fare. La Germania, da alleata, diventa il nemico e Hitler fa di tutto per punire il popolo italiano considerato traditore e ordina massacri ad ogni occasione, pur mantenendo l’amicizia con Mussolini che giustifica definendolo esso stesso vittima del tradimento dei suoi ex collaboratori e seguaci.Il 25 aprile 1945 si proclama la fine della guerra e in giugno la guida del Governo italiano viene affidata a Ferruccio Parri sorretto da tutti i partiti antifascisti.

In Europa e nel mondo: Nel 1940 Churchill succede a Chamberlain come primo ministro. Nei difficili giorni di guerra che seguono la rotta di Dunkerque, la battaglia d’Inghilterra e la guerra lampo, la sua combattività e i suoi discorsi incitano gli inglesi a continuare la lotta e collabora con il presidente americano Franklin Delano Roosevelt, a cui riesce a ottenere aiuti militari e il sostegno degli Stati Uniti.Quando nel 1941 l’Unione Sovietica e gli Stati Uniti entrano in guerra, Churchill stabilisce rapporti molto stretti con i leader di quella che definisce la “grande alleanza”. Spostandosi incessantemente da un paese all’altro fornisce un contributo importante al coordinamento della strategia militare nel corso del conflitto e alla sconfitta di Hitler. Alla fine della seconda guerra mondiale l’indebitamento pubblico delle nazioni vincitrici è enorme, in controtendenza quello della Germania pur sconfitta e la più danneggiata e costretta a cedere alla Polonia le sue ricche miniere della Slesia, perché lo Stato aveva prestato i soldi a se stesso, autofinanziandosi con la sua banca pubblica Reichsbank e il sistema compensativo del MEFO (v.1934), per tutti i sei anni di durata della guerra. L’8 maggio 1945 avviene  la resa ufficiale della Germania e la fine della seconda guerra mondiale. Con la seconda sconfitta della Germania, le potenze vincitrici, Francia, Inghilterra, URSS e Stati Uniti, assumono il controllo del territorio tedesco e decidono la sua divisione in due parti,  la Repubblica Federale tedesca con capitale Bonn, protettorato degli USA, Gran Bretagna, Francia, e la Repubblica Democratica tedesca, filosovietica, con capitale Berlino Est (Conferenza di Potsdam, agosto 1945).- Nell’estate del 1945, gestito da una corte internazionale, si tiene  il processo di Norimberga contro 24 esponenti del partito nazista per crimini di guerra di cui 12 furono condannati a morte e giustiziati lo stesso anno.- Nel 1946 la Banca d’Inghilterra viene nazionalizzata, pagata con l’immissione di titoli di Stato, dal governo laburista presieduto dal successore di Churchill, Clement Attlee, che, nel 1947, fa approvare, per ridurre la disoccupazione, il Supply end service Act  per  imporre agli operai d’accettare di lavorare presso determinate industrie, secondo le loro necessità.- In America, dal 1939, il benessere sta confortando i cittadini americani  ma l’economia si riprenderà concretamente solo dopo la seconda guerra mondiale.- Il 22 luglio 1944 cambia in America il sistema aureo del Gold standard,  in quanto,  fino ad allora, è solo il dollaro, legato stabilmente all’oro con un rapporto di cambio  fisso a 35 dollari l’oncia, a legittimare  il metallo prezioso.Nasce invece il Gold Exchange Standard, un nuovo sistema monetario internazionale con la doppia convertibilità, stabilito a Bretton Woods, [2] che entra in vigore il 27 [1] Nel dicembre 1941 il Giappone attacca l’America a Peral Harbor, la Germania dichiara guerra all’America  e subito dopo l’Italia di Mussolini si affianca a Hitler, anche contro la Russia che si conclude con la nostra disfatta di Stalingrado nel 1943. In Africa la sconfitta italiana vede il culmine con  la perdita di Tripoli il  23 gennaio 1943 da parte degli inglesi. Intanto gli anglo-americani  scendono in Italia e occupano Roma. Mussolini si dimette, viene arrestato e rinchiuso a Campo Imperatore sul Gran Sasso ma poi liberato dai nazisti che vogliono ritorni al potere in Italia dove tenterà di formare una nuova repubblica a Salò il 23 settembre 1943. Ma i destini dei due dittatori sono segnati e, con il presunto suicidio di Hitler (Berlino 30 aprile 1945?) e la fucilazione  di Mussolini  avvenuta il 28 aprile 1945 vicino a Dongo, crollano sia il mito del nazismo che del fascismo. L’8 maggio 1945 la Germania s’arrende e, con la resa del Giappone il 14 agosto dello stesso anno, termina la seconda guerra mondiale.

[2] Dal 1° al 22 luglio 1944, a Washington, parteciparono 730 delegati, rappresentanti 44 Nazioni, per discutere i progetti per una nuova soluzione monetaria presentati da Harry Dexter White, delegato USA e da John Maynard Keynes, delegato inglese. ll progetto di Keynes prevedeva la costituzione di una banca di compensazione internazionale “Clearing Bank” senza accantonamento preventivo di capitale e con minime garanzie dei paesi membri, all’interno della quale avrebbero partecipato con quote rapportate al volume del loro commercio internazionale e in base alla media dell’ultimo triennio. La compensazione tra debiti e crediti sarebbe avvenuta con una moneta unica complementare, Bancor, usata per le transazioni commerciali internazionali, senza sostituire le monete nazionali.  Il piano di cooperazione sociale fra i vari Stati, conteneva incentivi e meccanismi forzosi per compensare i conti in Bancor detenuti dai paesi. Un paese con un grande deficit commerciale sarebbe stato gravato da interessi passivi, costretto a svalutare la sua moneta, impedendogli  le esportazioni di capitale. Anche una nazione con un surplus commerciale avrebbe dovuto sopportare, come deterrente, interessi passivi sul credito e sarebbe stata obbligata a rivalutare la sua moneta, aumentare il mercato interno e quindi le importazioni  e consentire l’esportazione di capitali. In tal modo avrebbe automaticamente compensato il deficit delle altre nazioni. Alla fine di ogni anno, i saldi positivi superiori a un valore totale consentito, avrebbero potuto essere perfino confiscati. Il progetto di Keynes prevedeva che ogni paese membro avrebbe avuto un conto presso una Banca che fungesse da camera di compensazione con un saldo iniziale pari a zero. Ad ogni paese si sarebbe  accordata la possibilità di andare in rosso con la bilancia dei pagamenti, entro determinati limiti e per un tempo determinato, finanziando in tal modo un deficit  temporaneo dei conti con l’estero. Viceversa, i paesi in surplus, avrebbero registrato un saldo positivo. I saldi complessivi della camera di compensazione  sarebbero sempre pari a zero e quindi senza bisogno di riserve. La seconda peculiarità della Banca, prevedeva che debitori e creditori sarebbero trattati in maniera simmetrica, cioè se i primi pagano un interesse sui propri saldi negativi che si impegneranno a rimediare,  i secondi non li percepiscono, anzi pagano una piccola commissione sui propri saldi positivi e a loro volta agiranno per ridurre il surplus come, ad esempio, rivalutare la propria moneta e consentire la fuoriuscita di capitale. Tale criterio, che sembra vessatorio, è in realtà perfettamente giustificato dal fatto che i creditori non hanno depositato niente nella banca, anzi, beneficiano dei suoi servizi, alla stessa stregua dei debitori. Infatti, se la camera di compensazione consente a questi di acquistare ciò che altrimenti non avrebbero potuto permettersi, allo stesso modo, in maniera del tutto speculare, consente a quelli di vendere ciò che altrimenti non avrebbe trovato mercato. Non esiste per Keynes un primato dei paesi creditori nei confronti di quelli debitori, perché gli squilibri economici internazionali possono essere causati tanto dai primi quanto dai secondi e  il suo sistema guarda con occhio critico tanto ai crediti eccessivi quanto ai debiti eccessivi, poiché, in effetti, gli uni sono semplicemente legati inevitabilmente e in modo speculare agli altri. Il piano Keynes proponeva di estendere a livello internazionale l’attività bancaria di tipo tradizionale, che consiste nel mettere le risorse finanziarie non utilizzate a disposizione di chi le può usare, senza per altro privare della liquidità chi ha conferito tali risorse alla banca.  Oltre alla moneta bancaria internazionale e alla Union Clearing Bank di cui si è già detto, Keynes proponeva l’istituzione di una Commissione Internazionale per gli investimenti e lo sviluppo e una Commissione che doveva controllare le scorte (e i prezzi) delle materie prime e dei prodotti agricoli. La stabilizzazione della moneta da sola infatti non sarebbe bastata, se non fosse stata accompagnata dalla stabilizzazione dei prezzi delle materie prime e dalla possibilità di utilizzare le risorse finanziarie per nuovi investimenti.Il progetto di White prevedeva invece un ente soprannazionale, nel quale i paesi avevano un peso rapportato alla quota del capitale sottoscritto ed avrebbero potuto accedere ai prestiti in proporzione a tale quota, in un sistema che vedeva il dollaro come moneta principale. Gli accordi di Bretton Woods furono il compromesso tra i due piani, in cui ha avuto più peso il piano White (purtroppo. NdA). Tali accordi prevedevano:- la creazione del Fondo Monetario Internazionale, a cui fu affiancata la creazione della Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo. Il FMI aveva il compito di vigilare sulla stabilità monetaria con l’obiettivo di ricostituire un commercio internazionale aperto e multilaterale. Al suo interno ogni stato aveva un peso proporzionale alla quota del capitale del fondo sottoscritta- che tutte le valute dovessero essere convertibili in dollari.(Sistema dollaro-centrico, per cui i commerci internazionali avverranno soprattutto con la moneta americana, come per esempio, i prezzi delle materie prime e il petrolio).- che le banche centrali dovessero mantenere un cambio stabile con il dollaro ed in particolare, se il cambio saliva o scendeva di un punto percentuale rispetto agli accordi, le altre banche (non quella americana) dovevano riallinearlo con operazioni di mercato aperto.- la svalutazione era ammessa solo in caso di approvazione del FMI e sotto la sua vigilanza ma poteva essere votata solo in caso di problemi strutturali.- negli accordi era presente la clausola detta  di “scarsità”, cioè se una valuta era scarsa, gli altri paesi potevano limitare unilateralmente le importazioni da quel paese per far ripartire le proprie. Gli accordi derivanti da Bretton Woods, però,non prevedevano un controllo della quantità di dollari emessi, permettendo così agli USA l’emissione incontrollata di moneta, fatto contestato più volte da Francia e Germania in quanto gli USA potevano esportare la loro inflazione, impoverendo così il resto del mondo.

1992 1993   TRATTATO DI  MAASTRICHT.  SVALUTAZIONE  DELLA  LIRA  E  USCITA DALLO SME.  L’ITALIA  PRIVATIZZA E VENDE ASSET.

In Italia: Il 1992 per l’Italia è un anno grigio, la politica è governata  da tecnici e si vuole privatizzare tutto. Il clientelismo, favori alle lobby per accontentare tutte le classi sociali e soprattutto gli statali, porta  ad uno sconsiderato aumento del costo del lavoro e perdita di competitività a scapito degli interessi veri del paese. Si scopre come l’economia nazionale dell’ Italia, nel gestire i grandi investimenti e non solo, si nutre delle tangenti e si regge sulla illegalità diffusa e la corruzione.(Ma va? NdA). L’economia viene colpita da un attacco speculativo senza precedenti nonostante l’Italia  faccia parte dal 1979 degli Accordi di Cambio del Sistema Monetario Europeo (SME) che  prevede l’obbligo, per le  banche centrali degli stati aderenti, di concedere crediti nelle proprie monete in misura illimitata a favore dello Stato con la valuta in difficoltà. Ma questo per l’Italia non avviene. Tale obbligo fu disconosciuto nei confronti dell’Italia dalla Bundesbank tedesca, nel momento meno opportuno, quando, nel settembre 1992, si tratta di salvare la Lira dalle speculazioni attuate sul  mercato  dei cambi, innescate, tra l’altro, dagli elevati tassi d’interesse stabiliti dalla banca centrale tedesca dopo la riunificazione delle due Germanie. Per contro, la stessa Bundesbank, aiuta con 60 miliardi di marchi la Francia per salvare il franco.- Il pomeriggio del 23 maggio 1992 avviene l’attentato a Capaci, sull’autostrada Palermo-Punta Raisi, del giudice Giovanni Falcone dove muoiono anche la moglie e tre agenti di scorta. E il 19 luglio, avviene un’altra strage in via D’Amelio, sempre a Palermo, con l’uccisione del giudice antimafia Paolo Borsellino.- Inizia il processo di  “mani pulite” e l’esilio di Bettino Craxi.

Gennaio – Febbraio 1992: Come già scritto, con la  riforma bancaria  del  governo Amato (Legge Carli nr.35 del 29-01-1992) e la  trasformazione da Istituti ed Enti di Diritto Pubblico in privati, senza restituire le azioni della Banca d’Italia al ministero del tesoro dello Stato italiano, si creano delle Spa che, se andassero in crisi, sarebbero facilmente soggette ad attacchi speculativi. Viene inoltre deliberata in  febbraio la Legge 7.2.1992 nr. 82, con la quale  il ministro del Tesoro Guido Carli, attribuisce alla Banca d’Italia la facoltà di variare il tasso ufficiale di sconto senza doverlo concordare con il Tesoro e quindi con il Governo. Ovvero, dal 1992 la Banca d’Italia decide autonomamente, per lo Stato italiano, il costo del denaro.- Il 7 febbraio viene firmato il trattato di Maastricht dal presidente del Consiglio Giulio Andreotti, dal Ministro degli Esteri Gianni De Michelis, da Cossiga e dal Ministro del tesoro Carli (già governatore della Banca d’Italia) e si cede la sovranità monetaria alla Banca Centrale Europea, unica autorizzata a fare stampare l’euro all’interno della comunità europea, art.105 del trattato. La BCE diventa sovrana suprema, indipendente e insindacabile che non deve rendere conto a nessuno e ha l’impunità  dei suoi vertici.(Alla faccia della trasparenza e della democrazia! NdA). Aprile 1992:Scoppia lo scandalo Tangentopoli con il primo arresto, quello di Mario ChiesaAd elezioni appena avvenute la DC scende sotto il 30% perdendo oltre due milioni di voti ma è peggio per il PDS (ex PCI) di Achille Occhetto che ne perde il doppio scendendo sotto il 16% di consensi, mentre il PSI si attesta quasi al 14%. Giugno 1992: – Il 2 giugno avviene un incontro  segreto (mi viene in mente quello accaduto  nel 1910 a Jekyll Island) al largo di Civitavecchia sullo yacht Britannia, di proprietà della Regina Elisabetta  forse anch’essa presente ai lavori e fra i cui partecipanti ci sono Azeglio Ciampi, Governatore della Banca d’Italia, Giuliano Amato (che il 28 giugno diventerà capo del nuovo Governo), Romano Prodi come consulente della Banca d’affari Goldman Sachs, Beniamino Andreatta, Mario Draghi, da un anno direttore generale del Tesoro al posto di Antonio Fazio (Draghi rimarrà nell’incarico fino al 2001  e poi essere  assunto dalla Goldman Sachs fino a diventarne vicepresidente operativo per l’Europa), il presidente dell’ENI Gabriele Cagliari, Riccardo Gallo dell’IRI, Giovanni Bazoli dell’Ambroveneto, oltre un considerevole gruppo di banchieri, Warburg, Barclays, Banca Commerciale e rappresentanti della finanza americana e inglese, fra cui George Soros. [1] Tale congrega per concertare i piani della svalutazione della Lira e la privatizzazione di molte industrie italiane. (Una vera colonizzazione dell’Italia. NdA) [2] La grande maggioranza delle azioni di Bankitalia, infatti, fino allora nelle mani di Enti statali, di Banche e Assicurazioni dello Stato, grazie alle privatizzazioni passano a soggetti assolutamente privati. La maggioranza di quelle  azioni è oggi in mano a Intesa San Paolo e Unicredit. Gli unici enti di Stato rimasti dentro Bankitalia sono l’INPS, con uno striminzito 5% di azioni e l’INAIL con un simbolico 0,6%.Con Prodi, presidente dell’IRI, avviene la svendita delle sue tre banche (Comit,  o Banca Commerciale, Credito Italiano, Banco di Roma), di fatto proprietarie dello Stato, senza alcun beneficio per la Banca d’Italia. Infatti, con la privatizzazione delle tre banche, proprietarie di azioni di Banca Italia, non si trattennero quelle quote per lo Stato, ma si cedettero ai privati. Prodi (s)vende il complesso alimentare CIRIO-BERTOLLI alla UNILEVER,  ad un quarto del valore reale stimato e venderà, nel 1995,  il 70% di ENI (presidente Franco Bernabè) in una operazione gestita con la banca d’affari Goldman-Sachs. Mario Draghi facilita la vendita del 70% di ENEL. Verranno svendute INA, FERROVIE dello STATO, SIP (società idroelettrica piemontese), AUTOSTRADE e altro ancora. Carlo Azeglio Ciampi, nel 1993, contribuisce alla vendita a Unicredit della Banca del Credito Italiano e nel 1994 privatizza la Banca Commerciale Italiana in Banca Intesa e poi in Intesa San Paolo. Giuliano Amato nel 1993, privatizza il 70% di Finmeccanica. Massimo D’Alema, nel 1995 privatizza la FINSIDER, poi confluita in ILVA.  (Da allora il timone del nostro paese non è più in Italia, soprattutto dopo aver tolto  alla Banca italiana l’obbligo di acquistare i titoli di Stato se il Tesoro non riesce a collocare sul mercato. Chi decide e indirizza la politica economica dei governi futuri, a prescindere da quelli che voteremo, è  all’estero.  Il destino dell’Italia è in costante declino, purtroppo fino ai tempi d’oggi e forse per sempre. Il popolo non é mai stato informato correttamente. Il Parlamento non dovrebbe servire per fare gli interessi  dei cittadini attraverso i membri eletti democraticamente con il nostro voto? Mario Draghi, Romano Prodi, Giuliano Amato & Company, che diritto avevano di discutere del futuro dell’Italia su quel panfilo? Certe cose di vitale importanza andrebbero discusse nelle sedi opportune per consentire in modo trasparente il normale svolgersi della democrazia. I cittadini non contano più niente, sono solo dei morti viventi. NdA).[3] Luglio 1992 (una manovra lacrime e sangue): – Nella notte fra il 9 e il 10 luglio 1992, contemporaneamente a un decreto legge di  emergenza, il governo italiano guidato dal neo eletto presidente del consiglio Giuliano Amato,  preleva  dalle banche italiane  il 6 per mille da ogni deposito sui conti correnti bancari e postali  dei cittadini e acquisisce 30 mila miliardi delle vecchie lire dalla Banca d’Italia, nel tentativo di  aggiustare i conti pubblici, calmierare i mercati, dare fiducia agli investitori, evitare speculazioni sulla Lira  e soprattutto dimostrare all’Europa di rispettare le sue condizioni. In effetti si stanno pagando interessi sul debito superiori al 12% (spread) dovuti ad un aumento galoppante del deficit dello Stato, con un debito pubblico superiore al 105%. (Goldman Sachs e l’agenzia  Moody’s intanto declassano l’Italia). La manovra lacrime e sangue di Amato, per sopperire alle inadempienze dei governi precedenti che dagli anni ottanta in poi hanno provocato un aumento sproporzionato del  nostro debito pubblico, non ha  gli effetti desiderati, [4] anzi,  avviene  che dopo la svalutazione della Lira  nel mese di settembre, si favoriscono  molte società finanziarie  americane come la Goldman Sachs (azionista della Federal Reserve americana) e la Merril Lynch, permettendo  l’acquisto di molte imprese (privatizzate), con il 30% in meno del loro valore reale.  (Un vero saldo di Natale! Gli italiani  ringraziano  ancora Giuliano Amato  di  non avere capito, o forse fin troppo bene, e  parlato  con chiarezza agli italiani degli interessi delle banche americane. NdA). Il prelievo sui depositi  e altre misure di tassazione (più tasse sui BOT, addizionale IRPEF, aumento del ticket sanitario, ecc.), fruttarono al  tesoro 11500 miliardi di lire. Le cose, però, andranno diversamente rispetto quanto Amato  aveva sperato e, nonostante la cura da cavallo con la manovra  di luglio,  oltre  alla finanziaria per un totale di centomila miliardi di Lire [5]  l’economia italiana è  sull’orlo del disastro. (Grazie ancora, Giuliano Amato e Azeglio Ciampi! NdA). [1] Fu colui che nel Settembre del 1992 “scommise” ben 10 miliardi di dollari che la sterlina britannica  e la  Lira  Italiana venissero svalutate. Infatti  sia la Banca d’Inghilterra  e la Banca d’Italia non riuscirono a fermare il calo delle quotazioni della loro moneta obbligandole  ad uscire dallo SME e quindi al vantaggio di un cambio fisso.(Con un guadagno per Soros di ben 2  miliardi di dollari). Soros, in Italia,  venne accusato di aggiotaggio e insider trading, avendo utilizzato informazioni riservate che gli hanno permesso di speculare con sicurezza e di anticipare movimenti su titoli, cambi e valori delle monete. Una immensa frode legalizzata che ha colpito tutti i cittadini risparmiatori italiani. Inutile dire che le inchieste furono un buco nell’acqua. Nessun potente speculatore venne incriminato, nessun politico italiano fu mai dichiarato colpevole. [2] Era presente anche un certo Sig. Costamagna, futuro dirigente della Goldman-Sachs, la cui moglie finanzierà l’ultima campagna elettorale di Prodi, consulente della Unilever e della stessa Goldman dal 1990 al 1993.  Ora dei banchieri internazionali detengono azioni e hanno diverse partecipazioni nella  gran parte delle aziende ex statali che sono state privatizzate ma che continuano a essere pesantemente sovvenzionate dal governo con i nostri soldi. La SIP é diventata Telecom, le Poste sono diventate Poste Italiane, le Ferrovie sono diventate Trenitalia.  Le spese  più imponenti sono a carico dello Stato e  quindi di  noi contribuenti come, ad esempio, la copertura del  pesante buco di  bilancio  di Trenitalia,  ma gli utili se li spartiscono i nuovi proprietari.  (Ai banchieri piace vincere facile soprattutto quando hanno l’appoggio di politici incapaci e  collusi che non vogliono fare gli interessi dell’Italia ma solo i loro. NdA).   [3]Per Antonella Randazzo, autrice del libro “Dittature, la storia occulta”, i principali artefici della svendita dell’Italia alle banche  straniere  furono gli economisti Mario Draghi, Giulio Tremonti, Romano Prodi, Franco Bernabè, Beniamino Andreatta e Galli. [4]La Banca d’Italia bruciò in totale circa sessantamila miliardi di lire nell’ illusione di potere evitare la svalutazione della Lira. I responsabili della manovra  furono Giuliano Amato presidente del Consiglio e Carlo Azeglio Ciampi governatore della Banca d’ Italia che, in seguito, vennero pure premiati per il loro operato. Ciampi divenne presidente della Repubblica al posto di Luigi Scalfaro e Amato incaricato più volte per  alte cariche istituzionali  fino a  diventare presidente del Consiglio qualche anno dopo.[5]Aumento dell’età pensionabile,dell’ anzianità contributiva, minimumtax, blocco dei pensionamenti, patrimoniale sulle imprese, introduzione del tiket sanitario, tassa sul medico di famiglia, imposta comunale sugli immobili (ICI), blocco stipendi e delle  assunzioni, ecc.

La grande anomalia della BCE e dell’UE.   (Un disegno ingegnoso, o diabolico e malefico? NdA). 

La Banca Centrale Europea, BCE, è proprietà delle banche nazionali private degli Stati dell’eurozona ed è l’unica autorizzata a fare stampare gli euro, ed è anche l’unica Banca Centrale al mondo che presta i soldi alle banche private a interessi, anche se bassi e ora quasi nulli, invece che farlo direttamente agli Stati membri che sono obbligati, per finanziarsi,  a stampare a loro volta i propri titoli di debito da offrire alle stesse banche private pagando fior d’interessi. Soci e proprietari della BCE sono: Banca del Belgio (2.83%), Banca della Germania (23.40%), Banca della Spagna (8.78%), Banca d’Irlanda (1.03%), Banca Lussemburgo (0.17%), Oesterreichische Nationalbank di Vienna (2.30%), Banca Danimarca (1.72%), Banca della Grecia (2.16%), Banca della Francia (16.52%), Banca d’Italia (14.57%), Banca d’Olanda (4.43%), Banca del Portogallo (2.01%), Suomen Pankki della Finlandia (1.43%), Banca d’Inghilterra (15.98%), Banca di Svezia (2.66%). Il signoraggio della BCE  viene quindi diviso in quote tra le banche aderenti a seconda della percentuale di azioni possedute.(Negli USA, la FED [1][2] fa stampare i dollari,  con un costo puramente tipografico, per rivenderli  ad  un prezzo nominale al Tesoro americano, guadagnando sul signoraggio.[1] La Fed, cioè la banca centrale degli Stati Uniti d’America (privata e con sede a Puerto Rico) oltre ad essere la più potente e influente al mondo è costituita da un gruppo di 12 banche (Federal Reserve System), di cui Greenspan ne è stato il governatore. Tale sistema di banche è letteralmente ed economicamente nelle mani dei seguenti gruppi bancari privati: Rothschild Bank di Londra, Rothschild Bank di Berlino, Warburg Bank di Amburgo, Warburg Bank di Amsterdam, Lehman Brothers di NY, Lazard Brothers di Parigi, Kuhn Loeb di NY, Israel Moses Seif Bank d’Italia, Goldman Sachs di NY, Chase Manhattan Bank di NY, l’impero Rockefeller. Per tanto pochissime persone, oggi come ieri, controllano la banca più influente del pianeta”.[2] Ecco un estratto del Verbale del Congresso del 10 giugno 1932 di Louis T. Mc Fadden, presidente della Commissione Camerale Bancaria Americana: “Signor Presidente, in questo paese abbiamo una delle istituzioni più corrotte che il mondo abbia mai conosciuto. Mi riferisco al consiglio d’amministrazione della Federal Reserve ed alle banche Federal Reserve. Il cda della Federal Reserve, ha fregato al Governo degli Stati Uniti ed al popolo statunitense abbastanza soldi per estinguere il debito pubblico. Le predazioni ed ingiustizie del cda della Federal Reserve e delle banche Federal Reserve, agendo assieme, sono costate a questo paese abbastanza soldi per ripagare numerose volte il debito nazionale. Questa maligna istituzione ha impoverito e rovinato il popolo degli Stati Uniti, è andata in bancarotta ed ha portato alla bancarotta il Governo. Ha ottenuto questo attraverso la cattiva amministrazione della legge che autorizzava il cda della Federal Reserve ed attraverso le combriccole corrotte che la controllano. Qualcuno pensa che le banche Federal Reserve siano istituzioni degli Stati Uniti. Non sono istituzioni statunitensi. Sono monopoli di credito privati che si basano sul popolo statunitense per beneficiare se stessi ed i loro clienti stranieri, gli speculatori e predatori interni e stranieri, e i ricchi predatori usurai. In questa oscura cricca di pirati finanziari ci sono quelli che taglierebbero la gola di chiunque per sottrargli un dollaro dalle tasche, vi sono quelli che mandano soldi negli stati per comprare i voti per controllare la nostra legislazione, e ci sono quelli che mantengono una propaganda internazionale allo scopo di ingannarci e di spingerci a fornire nuove concessioni che permetteranno loro di insabbiare le loro malefatte precedenti e di rimettere in moto il loro gigantesco treno criminale. 12 monopoli privati vennero slealmente ed ingannevolmente imposti a questo paese da banchieri che vennero dall’Europa e che hanno ripagato la nostra ospitalità minando alla base le nostre istituzioni americane”.

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